Salì sul Monte a PREGARE

Discepolato (III anno 2014.2015) 

29 aprile 2015
Quarto pilastro: la Preghiera
Salì sul Monte a PREGARE 
catechesi tenuta da  Elisa Moretti

Salì sul Monte a Pregare- Elisa Moretti
(clicca qui sopra per ascoltare la registrazione audio)

sediaVuotaIn un villaggio della Spagna, la figlia di un uomo chiese al sacerdote di recarsi a casa sua per un momento di preghiera con suo padre, che era molto malato.
Quando il sacerdote arrivò nella stanza, trovò questo pover’uomo a letto, con due cuscini per tenergli sollevata la testa.
C’era una sedia di fianco al suo letto, per cui il sacerdote pensò che l’uomo sapesse che sarebbe venuto a trovarlo. “Suppongo che lei mi stesse aspettando?”, gli disse. “No, chi è lei?”,chiese l’uomo malato.
“Sono il sacerdote che sua figlia ha chiamato per pregare un pò con lei. Quando sono entrato, ed ho notato la sedia vuota di fianco al suo letto, ho supposto che lei sapesse che sarei venuto a visitarla.”
“Ah sì, la sedia…Non le spiace di chiudere la porta?.” disse l’uomo malato.
Il sacerdote, sorpreso, chiuse la porta. L’uomo malato gli disse: “Questo non l’ho mai detto a nessuno, ma io ho trascorso tutta la mia vita senza sapere come pregare. Quando andavo in chiesa, ascoltavo con attenzione quello che veniva detto circa la preghiera, su come si deve pregare ed sui benefici che essa porta… ma tutto questo… non so…. sempre mi entrava da un orecchio e mi usciva dall’altro. Ed io non sapevo proprio come fare. Per cui, molto tempo fa, abbandonai completamente la preghiera.
Ho continuato così, dentro di me, fino a circa quattro anni fa, quando, conversando con il mio migliore amico- mi disse:
“Giuseppe, la preghiera è semplicemente avere una conversazione con Gesù. Ti suggerisco di fare così: prendi una sedia,ti siedi, e metti un’altra sedia vuota davanti a te. E poi, con la fede, guardi Gesù seduto davanti a te. Non è una scemenza far così,dato che Lui ci disse:«Io sarò sempre con voi». Poi parlaGli ed ascoltaLo, allo stesso modo in cui ora lo stai facendo con me.”
Così feci una volta, e mi è talmente piaciuto che,da allora, ho continuato a farlo per almeno un paio d’ore al giorno. Naturalmente sto ben attento a non farmi vedere da mia figlia… altrimenti mi rinchiude subito in un manicomio.”
Il sacerdote provò una grande emozione, ascoltando tutto questo, e disse a Giuseppe che ciò che egli stava facendo era molto buono e non avrebbe mai dovuto smettere di farlo. Poi pregò con lui, gli impartì la benedizione   e tornò alla sua parrocchia.
Due giorni dopo, la figlia di Giuseppe chiamò il sacerdote per dirgli che suo padre era morto. Il sacerdote le chiese: “E’ morto in pace?”.
“Sì! Stavo uscendo di casa, verso le due del pomeriggio, e lui mi chiamò a sé. Io andai da lui e lo vidi nel suo letto. Mi disse che mi amava molto, e mi diede un bacio. Poi sono uscita per delle commissioni e quando sono tornata dopo un’ora l’ho trovato morto…C’è però, qualcosa di strano, perchè prima di morire deve essersi alzato e avvicinato alla sedia che era accanto al letto; infatti l’ho ritrovato con la testa appoggiata su di essa. Lei che ne pensa?”
Il sacerdote,profondamente commosso, si asciugò lacrime di emozione e  le rispose:
“Magari tutti noi potessimo andarcene così!”.

 

 

 

 

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