Convertirsi e tornare al Signore- Seminario 2018

Seminario di Vita Nuova nello Spirito Santo
IV tappa – 23 febbraio 2018

Convertirsi e tornare al Signore- Padre Massimo
(clicca qui sopra per vedere il video)

PER RIFLETTERE…

C’è una frase che mi disse un giorno un fratello e che ricorre spesso nella mia mente: “Il Signore ti ama così come sei!” 

Al momento non ne compresi il significato anzi, mi creò un certo fastidio. Infatti, anche senza esserne consapevole, stavo vivendo, grossi problemi di accoglienza e di perdono verso me stessa. Per me, infatti, come per molti di noi, non è concepibile amare le parti “malate” né negli altri né, tantomeno, in noi stessi. Anche per me le relazioni, soprattutto familiari ma anche con i fratelli, assumevano un significato completamente diverso: per essere amabile dagli altri e anche da me stessa, dovevo essere brava, buona, gentile, educata, forte, sicura di me, ecc. ecc. Questo era il parametro con il quale mi misuravo e pensavo di essere misurata. Il problema che vivevo mi causava dei forti sensi di inferiorità nel confronto con chi mi stava intorno, facendomi sentire non amabile né stimabile. La prima a giudicarmi così ero io stessa, e questo – con il tempo l’ho compreso – nasceva da una mancanza di gratificazione sia da parte di mia madre che di mio padre. Pian piano mille fatti accaduti negli anni, tutti tendenzialmente negativi o letti negativamente da me, hanno contribuito ad “aggravare” i miei problemi di autostima. Da allora ad oggi nella mia vita sono cambiate, grazie a Dio, un po’ di cose. Non c’è stato un solo fatto od una sola esperienza che il Signore mi ha fatto vivere che abbia cambiato la mia vita, ma, come mille piccoli fatti mi hanno causato questi sensi di inferiorità e di poca autostima, così tante più o meno piccole esperienze che il Signore mi ha pemesso vivere negli anni, mi hanno fatto crescere scrollandomi di dosso tante pesantezze. Sicuramente, il lungo percorso di guarigione intrapreso nell’arco degli anni, ha contribuito a guarire parti del mio cuore ferito. Ma la svolta decisiva e più importante che mi ha aiutato a sbloccarmi, è stato l’accogliere le mie debolezze e portarle a Gesù; in altre parole, farmi amare da Gesù dove io, invece, non lo facevo affatto. Sì è proprio così, perché mi sono resa conto che Gesù mi guardava e mi guarda in maniera molto diversa da come io mi guardavo e in parte tutt’ora mi guardo. Il Suo sguardo su di me è sempre stato ricolmo di amore misericordioso, aspettandomi con pazienza perché io mi decidessi andare da Lui e gettarmi sulle Sue braccia. Ma per fare questo gesto ho dovuto capire veramente che Gesù mi ama così come sono con i miei pregi ed i miei difetti, con i miei limiti e debolezze. Con Gesù e grazie a Lui ho scoperto un nuovo modo di essere amata e perdonata. Questo non nasce da me e dal mio modo di vedermi, ma dall’accettazione di un modo completamente diverso di vedere e vedersi che è quello del Dio e del Suo amore misericordioso. Fino a quando non ho accolto nel mio cuore questa novità, i miei sforzi partivano dai miei continui fallimenti e per questo non riuscivano ad uscire fuori da questo vortice di sensi di colpa. Il nome di Dio, ci ricorda Papa Francesco, è Misericordia. “Gettiamoci” – allora – “nelle braccia del Signore […] poiché, quale è la sua grandezza, tale è anche la sua misericordia” (Sir 2,18)
Testimonianza di Marta Bertoni4
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