Giornata comunitaria I tappa cammmino 2015-16

Sabato scorso, 7 novembre, i fratelli e le sorelle della Fraternità di Piacenza hanno condiviso un momento di festa a conclusione della prima tappa del cammino comunitario di questo anno.

Festa che abbiamo vissuto insieme al Signore nella lode, nell’ascolto della Parola, e nel riconoscere e proclamare la presenza viva di Cristo in ogni momento della nostra vita.

Ringraziamo Dio anche per le belle testimonianze di Annamaria e Giuseppina.

 Testimonianze I tappa cammino comunitario 2015-2016

Nella prima settimana di ottobre, abbiamo avuto il ritiro di inizio anno tenuto da un generale della Comunità di Perugia.
Il tema era il volto della Misericordia, in particolar modo ci si è soffermati sulla parabola del Padre misericordioso.
Una parabola ricca di tanti gesti e significati nella quale è protagonista un padre con due figli.
Mi sono vista nei panni di questo padre quando il mio secondo figlio aveva anche lui intrapreso una strada non diritta.
Ho saputo accettarlo, perdonandolo e ridandogli la fiducia e la possibilità di ricominciare, grazie alla fede che Gesù ha messo nel mio cuore!
Chiedo anche al Signore di avere più misericordia e compassione nei confronti di mia mamma (che ha 91 anni…) perdonandole tutte le volte che mi porta a dirle: “me l’hai già detto!”.

Ringrazio il Signore che mi ha dato la Grazia di appartenere ad una Comunità di fratelli e sorelle ricchi di fede e di reciproca misericordia, che si aiutano gli uni gli altri come hanno saputo fare gli apostoli.

Annamaria

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Questa sera anch’io desidero esprimere la mia gioia di essere qui “a far festa” e soprattutto voglio testimoniare il percorso di fede che sto facendo “insieme” e “grazie” a voi!
Sono consapevole di essere ancora parecchio indietro in questo cammino di maturazione e di crescita, ma, giorno dopo giorno, con il vostro aiuto sto imparando tante cose.
La mia vita può essere divisa letteralmente tra un “prima” e un “dopo”, e lo spartiacque tra queste due “vite” è stato il mio viaggio a Medjugorje, fatto qualche anno prima di incontrare la Comunità Magnificat.
Lì è avvenuto davvero il mio primo “scompiglio” spirituale. Sentivo che si era verificato qualcosa di grande nella mia vita, avvertivo che nulla era più come prima dentro di me, tuttavia, quella “trasformazione” non si sviluppava, non cresceva, non maturava.

Era un seme che faceva fatica a germogliare!

Ma Dio, che sa che da sola non ce la posso fare, un giorno ha messo sulla mia strada le anime buone e generose di Liliana e Anna, che, durante alcune catechesi a cui avevo partecipato, hanno molto insistito affinché, “dopo”, io partecipassi agli incontri comunitari.
Alle mie domande (Che cos’è la Comunità, il RnS? che cosa si fa? chi c’è? ecc.), le due signore mi invitavano ad andare tutti i lunedì, mi dicevano che durante quegli incontri si cantava e si lodava Dio e mi assicuravano che sarei stata molto contenta, ma non mi fornivano nessun’ altra spiegazione.
La mia risposta era stata: “No, grazie, a me non esce la voce, per cui non è proprio il posto giusto per me!”.
Ma le due signore avevano talmente insistito con il loro “Vieni eh?” che il lunedì successivo ho sentito dentro di me una spinta a partecipare e così mi sono ritrovata in un salone insieme a persone che cantavano a gran voce, battevano le mani, si baciavano, si abbracciavano, ripetevano tutte insieme parole di lode e di ringraziamento, facendo un po’ di confusione!
Qualcuno leggeva dei versi della Bibbia, qualcun altro commentava, un altro raccontava le proprie esperienze di fede e poi tutti insieme cantavano qualcosa di indecifrabile in una lingua stranissima!
Ho avuto la netta sensazione di trovarmi in un gabbia di matti! E mi sono detta:
“Che cosa ci faccio io in mezzo a questi matti?”
La mia testa mi diceva di non andare più, ma quel seme piantato nel mio cuore a Medjugorje evidentemente aveva ricevuto il suo primo sorso d’acqua e voleva proprio germogliare! E così sono andata il lunedì successivo e poi quello dopo e quello dopo ancora e … sono diventata matta anch’io!
Qualche tempo dopo, ho ricevuto la preghiera per l’effusione. Pur avendo capito l’importanza di quella grazia, credo di averne “accolto” pienamente la grandezza e la potenza solo in questi ultimi tempi.

Ora, grazie ai fratelli e alle sorelle, ho imparato anche a leggere e a meditare la Bibbia.
Pensate ero talmente analfabeta della Sacra Scrittura che un tempo non l’aprivo neanche e se leggevo qualcosa non ci capivo proprio niente. Pensavo che i numeri fossero delle note a piè di pagina e non distinguevo una Bibbia cattolica da un’altra di provenienza diversa, tanto che un giorno avevo mandato mia figlia a scuola con una Bibbia senza l’Imprimatur!

Da due anni circa, ho preso anche l’abitudine di leggere ogni mattina alcuni versi della Sacra Scrittura, sui quali medito e scrivo le mie riflessioni, e così facendo ho finalmente capito che la Parola non è qualcosa di astratto, ma è davvero la Via, la Verità, la Vita ed è rivolta a tutti per la nostra salvezza e dunque anche a me.

E allora, sapete cosa faccio? Talvolta, trascrivo una frase, facendola precedere dal mio nome, come se Dio stesse rivolgendosi proprio a me.
E così, questa mattina, sul mio diario ho scritto:
” Giuseppina, Dio ti ha amata di un amore eterno!” (Ger. 31,3)

Grazie a voi tutti!

Giuseppina

 

Perché la festa fosse completa non poteva poi mancare il momento conviviale….!!!

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