Preghiera comunitaria dell’8 aprile 2015

Il Signore ci ha ripetuto la Sua promessa di vita nuova ed eterna, però ci chiede l’umiltà di affidarci a Lui, perché quando pensiamo di farcela da soli è allora che sperimentiamo i nostri limiti e sentiamo la stanchezza.

Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saròn. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi” (Isaia 35,2-4)

Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più il chiarore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore. Il tuo sole non tramonterà più né la tua luna si dileguerà, perché il Signore sarà per te luce eterna; saranno finiti i giorni del tuo lutto. Il tuo popolo sarà tutto di giusti, per sempre avranno in possesso la terra, germogli delle piantagioni del Signore, lavoro delle sue mani per mostrare la sua gloria. Il piccolo diventerà un migliaio, il minimo un immenso popolo; io sono il Signore: a suo tempo, farò ciò speditamente.” (Isaia 60,19-22)

Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero; confiderà nel nome del Signore.“(Sofonia 3,12)

“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che  conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Matteo, 7-13-14).

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