Spiritualità della Comunità Magnificat

Con Gesù, su Gesù costruisci

Dall’inizio, la Comunità si è sforzata di non aderire ad altro che alla volontà del Signore, intuita carismaticamente in preghiera, verificata nel discernimento. Perciò Cristo è la nostra radice. È sua la sete che ci spinge, è suo il progetto. La Comunità non è altro che uno strumento perché si realizzi il regno di Dio. Per questo cerchiamo di non misurare nulla secondo le nostre forze, ma di credere che insieme a ciò che ci chiede, Cristo ci donerà anche le risorse e le forze, perché Egli è per noi il mai abbastanza. Ma perché la profezia non sia inquinata dai nostri desideri, siamo sottomessi in ogni cosa al discernimento della Chiesa espresso dai Vescovi che ci hanno accompagnato.

Carismi

Siamo carismatici, un frutto della riscoperta della Pentecoste nella Chiesa cattolica avvenuto dopo il Concilio. Tutti abbiamo sperimentato una nuove effusione dello Spirito Santo, tutti vediamo e operiamo i carismi ordinari e straordinari che in questo tempo difficile Dio ha voluto rendere sovrabbondanti. Si realizzano in mezzo a noi le parole del profeta Gioele e di san Paolo: “Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito. Farò prodigi nel cielo e sulla terra” e “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole”.

Magnificat

Il nostro nome dice che siamo chiamati a essere come Maria. Al centro della nostra vita viene Cristo, e ne siamo stupefatti e grati; come Maria, udito dall’angelo che anche Elisabetta aveva vissuto una straordinaria intrusione di Dio, volle correre da lei, anche noi sentiamo l’urgenza di condividere la nostra gioia con chi ha sperimentato la vicinanza di Dio. Per questo siamo una comunità, per questo annunciamo che il regno di Dio viene.

Comunità

Come ogni comunità cristiana, siamo fondati sul modello degli Atti: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere … Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo”. Cerchiamo di praticare questa fraternità pratica, intessuta di preghiera comune, di condivisione della vita e del cammino spirituale, di lavoro per il Regno di Dio. Siamo custodi gli uni degli altri, viviamo in sottomissione reciproca, ci salviamo insieme. L’Alleanza è il legame che ci custodisce.

Sognare il sogno di Dio

La Comunità è un progetto di Dio. Vogliamo essere costruttori di questo progetto non nostro, che ci viene spiegato un passo alla volta. Molte volte abbiamo scoperto che la direzione in cui lo Spirito spingeva era diversa da quella che immaginavamo; spesso ci siamo confrontati con la nostra fallibilità, che ci ha allontanato dalla strada giusta, a cui poi siamo dovuti ritornare. Dio ha sogni grandi, noi piccoli; per questo ci dobbiamo sempre mettere in discussione, rinunciare a ciò che ci sembra di aver già raggiunto e a ciò che ci sembra di aver capito.

Monastero dalle mura invisibili

Non siamo monaci, siamo laici, e tuttavia la linfa di quella radice ci è necessaria. Desideriamo dare la nostra vita a Dio in modo assoluto, senza remore nè limiti, pur se la vita familiare, il lavoro e il caos quotidiano sembrano rendere impossibile una dedizione totale. E tuttavia, Cristo continua a chiedercela, e con pazienza la realizza vincendo le nostre resistenze. Per questa la Comunità è una scuola divina, un’officina di apprendistato pratico di purificazione del cuore, di preghiera, di servizio. Ciò richiede una certa stabilitas, che permetta a questo apprendistato di realizzarsi. Perciò la Comunità ha le sue mura e le sue porte, una Regola e un impegno di Alleanza, si organizza in Fraternità, stabilisce dei responsabili: una città sul monte.

Vocazione

Lui ci ha scelto e chiamato, noi abbiamo risposto. Far parte della Comunità è una vocazione primaria, integrata nello stato coniugale, nella paternità e maternità, nella consacrazione o nel celibato per il Regno, nel sacerdozio.

Alleanza

L’Alleanza è l’impegno solenne a dedicare la vita al Signore che ci fa membri della Comunità. Pronunciato dopo un tempo di noviziato e rinnovato annualmente, contiene al centro le quattro promesse che il Signore ci chiese per prime: povertà, perdono permanente, costruzione dell’amore, servizio.

La Regola

La Regola della Comunità, confermata e approvata come Statuto dall’autorità ecclesiastica, è la forma che il Signore ha voluto darci. Delineata essenzialmente nei primi tempi, trentacinque anni fa, continuiamo a scoprirne nuovi aspetti. Vissuta fedelmente essa è per noi abito e via di santificazione, concreto annuncio della presenza di Cristo nel mondo, ministero e testimonianza.

Accompagnamento

Siamo compagni di strada. Ogni membro della Comunità ha un fratello maggiore che lo accompagna e lo sostiene, che talvolta gli fa da specchio o anche lo provoca. L’accompagnamento è uno strumento prezioso per radicarci in Cristo, rimanere fedeli alla chiamata, maturare e fiorire umanamente e spiritualmente.

Guarigione

Da sempre la Comunità ha esercitato carismi di guarigione, specialmente per la guarigione interiore e spirituale. Ci avviciniamo con rispetto e tenerezza al cuore ferito dell’uomo, consapevoli di essere a nostra volta guaritori feriti, raccolti da un samaritano sulla strada per Gerico.

Adorazione eucaristica

É facile trovarsi a secco. L’adorazione eucaristica è una fonte continua a cui si abbevera la Comunità: da essa trae forza per l’evangelizzazione, per ogni azione ministeriale, per l’accompagnamento. Ci è stato insegnato che il vaso che non viene riempito continuamente può offrire solo sé stesso, alla fine si rompe in cocci taglienti e produce ferite invece di nutrimento. L’adorazione ci aiuta a far presente Cristo perché invece che fare noi per Lui sia Lui a fare.

Contemplazione e azione

La vita spirituale del corpo della Comunità si alterna continuamente fra adorazione e ministero, fra il Tabor e la valle. Sul Tabor tutto sembra facile, la voce di Dio è chiara, il cuore è pieno di gioia: l’ora di adorazione notturna, certe preghiere comunitarie che ti dispiace che finiscano, una preghiera sul fratello quando l’azione di Dio è tangibile. Poi si scende dal monte, ci si scontra con i limiti nostri e altrui, con la fatica del Vangelo. Ma non c’è una cosa senza l’altra, la valle e il monte si guardano.